lunedì 26 novembre 2012

Sit-in contro le pellicce e gli inserti in pelo


Sabato 24 novembre, nel cuore di Piazza Ferretto a Mestre, abbiamo dato vita ad una performance di sensibilizzazione contro il mercato delle pellicce ed inserti in pelo. Grazie alla collaborazione e partecipazione di molti attivisti di tutto il Triveneto abbiamo potuto mostrare, attraverso una coreografia semplice ma di grande effetto,  la realtà che si nasconde dietro le pellicce e di qualunque capo d'abbigliamento e accessorio che ne contenga inserti.

Ogni attivista indossa, attorno al collo o ai polsi del proprio giaccone, ritagli di pelliccia vera avuti in donazione da persone pentite del proprio acquisto. Altri ancora quei ritagli li portano in forma di cappello o come rifinitura di borse e calzature così come vuole oggi il mercato sanguinario della pellicceria che individua, in particolar modo nei giovani,  i suoi potenziali clienti.


Ogni inserto corrisponde ad una animale barbaramente ucciso dopo mesi di vita di sofferenze inaudite.Le cifre degli animali uccisi sono a dir poco da capogiro: 40 milioni le volpi e i visoni provenienti da allevamenti; 60 milioni tra linci, lupi, orsi, volpi, cani, gatti uccisi attraverso l'utilizzo di tagliole, lacci, morsetti, reti elettriche ad alta tensione; 900 milioni i conigli uccisi unicamente per la pelliccia e non per scopi alimentari.
A questi vanno ad aggiungersi i numeri incalcolabili di volpi, procioni, cani e gatti provenienti dal florido mercato cinese dove è prassi comune lo scuoiamento a vivo.
Ogni ritaglio di pelliccia indossato dagli attivisti è ciò che rimane di una vita pulsante, svuotata brutalmente del suo essere.

La morte con il suo volto orrendo e vestita con una pelliccia grondante sangue, si respira nell'aria e batte i suoi rintocchi  Ad uno ad uno gli attivisti disposti a semicerchio di fronte al pubblico procedono innanzi liberandosi di quelle vite ormai divenute cose, disponendole, l'una a fianco all'altra accanto ad una pelliccia insanguinata.  Nel frattempo la coscienza imprime su un pannello con una vernice rosso sangue i pensieri per un risveglio: "Inserti in pelliccia=morte", "Colli in pelliccia=sofferenza" mentre cartelli con immagini di animali imprigionati e barbaramente massacrati vengono mostrati al pubblico.
"Quella che tu chiami pelliccia era la mia vita", "Forse quello che indossi era un cane o un gatto, ma nessuno te l'ha detto", "Prova ad immaginare la tua vita in una gabbia"…sono solo alcuni dei pannelli che gli attivisti, mostrano al pubblico mentre viene steso lo striscione a ricordare che "L'ignoranza uccide".


La performance ripetuta 4 volte, ha suscitato molta attenzione da parte dei passanti, soprattutto dei giovani. Molti sono stati i momenti importanti, a volte toccanti: la partecipazione diretta di un bimba di 5 anni che, informata dal padre del significato della nostra "esibizione" ha valuto prenderne parte, giovani che si sono fermati per scambiare opinioni con noi, la solidarietà di altri, il filmato commovente realizzato da un passante, ma anche l'apertura di molti altri al dialogo con chi volantinava.



Si è trattato di un evento ben riuscito e di grande impatto che ci dà conferma dell'importanza di divulgare informazioni per scelte consapevoli nel rispetto della vita di tutti e di quanto un lavoro condiviso tra tanti attivisti possa portare a buoni risultati. Nella speranza che qualcuno altro abbia deciso di aprire gli occhi.

Filmati:

"Sit-in contro le pellicce ed inserti in pelo" di Denis Bernardon 

"Pellicce" di Marcello Dalla Pietà

Nessun commento:

Posta un commento