lunedì 16 aprile 2012

Venezia News - intervista di Stefano

Ebbene si, Stefano è stato intervistato dal mensile Venezia News; ecco l'intervista che trovate nel numero di aprile attualmente in edicola.

Stefano Polizzi, appassionato vogatore alla valesana, laurea in Fisica e dottorato in Scienze Chimiche, insegna al Dipartimento di Scienze Molecolari e Nonosistemi dell’Università di Ca’ Foscari di Venezia. Collabora con Università ed enti di ricerca italiani e stranieri ed è autore di oltre cento pubblicazioni su riviste internazionali. Suona il traversiere (flauto traverso barocco) e fa parte della squadra di Dragon Boat di Ca’ Foscari.

L’intervista
Noi, due vecchi amici dai tempi ribelli del liceo, con la passione comune per la musica ascoltata e suonata, Allora, bentrovato Stefano. Lo scopo di questa intervista è quello di riuscire a creare una ricetta originale, un piatto su misura per te. Non sarà un’operazione semplice ma sicuramente divertente, perché la cucina vegana mi incuriosisce molto.
Vegano è un vegetariano al 100%, cioè una persona che ha scelto di non mangiare prodotti animali, ma che è anche contrario a qualsiasi sfruttamento degli animali. La mia scelta risale a pochi anni fa; è maturata un po’ alla volta aiutata da letture che hanno ridefinito la mia mappa del mondo, connettendo pezzi di conoscenze che già avevo a nuove informazioni. Cresciamo pensando che sia normale uccidere per alimentarci e che una ragione sufficiente sia il fatto che “è buono da mangiare”. Ho preso coscienza delle conseguenze etiche e ambientali delle nostre scelte alimentari; dovremmo farlo tutti, non è difficile.
Sospetto ci sia un nesso di causalità tra queste scelte alimentari e le ricerche sui nanosistemi e gli sviluppi tecnologici di materiali innovativi. La modernità dell’uomo che non mangia animali e riqualifica la specie?
Al contrario: nelle facoltà scientifiche si assorbe una tendenza a vedere la natura come un oggetto da studiare. Ma la natura è fatta anche di altri esseri viventi: gli animali non sono solo istinto, non sono macchine, come sosteneva Cartesio, e noi uomini non siamo il fine del mondo, che continuerà a esistere anche dopo di noi. Fin da ragazzo ho letto libri scientifici che mi hanno indicato l’assurdità di dell’antropocentrismo, eppure solo in questi ultimi anni ho capito che questo implicava anche un diverso rapporto con gli altri animali. Perché l’uomo non è il centro dell’universo, ma solo una delle specie animali apparse sulla terra. Così ho conosciuto il termine “anti-specismo”, un atteggiamento contro lo sfruttamento dell’uomo sulle altre specie, quello che Norberto Bobbio sostiene essere la prossima lotta di civiltà dopo quelle contro lo schiavismo, il razzismo, la discriminazione delle donna, lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo.
Qualche anno fa hai soggiornato all’estero per tuoi incarichi universitari. Come te la cavi con il cibo foresto?
In Giappone ho mangiato benissimo, le cucine mi piacciono quasi tutte: adoro la tailandese, l’indiana, la mediorientale, e da anni cucino questi piatti. La cucina italiana è molto buona e varia, ma non sopporto la presunzione di chi dice che sia la migliore del mondo.
Qual è la cucina che preferisci? Dove hai avuto occasione di assaggiare piatti strani, inusuali?
Trovo ottima la cucine pugliese per l’uso genuino dei prodotti della terra; quella tailandese e quelle iraniane sono molto raffinare; quella indiana, un paradiso di spezie. Più che di piatti, parlerei di sapori: adoro il coriandolo fresco e le foglie di curry (niente a che vedere con la polvere), più difficili da trovare, le tengo in freezer assieme alle foglie di lime kaffir, che si usano nei curry tailandesi con il latte di cocco. Recentemente ho scoperto la nigella, il cardamomo nero, l’aijwain, e altre fantastiche spezie molto conosciute.
Che ricordi rimangono delle tradizioni autentiche, dei profumi veri e dei sapori genuini delle tue origini lagunari?
Purtroppo la tradizione non è molto allineata con la mia scelta, ho smesso di mangiare il buonissimo baccalà mantecato e molte altre cose, ma non ne sento la mancanza. Ci sono così tante altre cose buone da mangiare! In merito a certa retorica, penso che le tradizioni debbano sapersi evolvere. Sarebbe ammissibile fare spettacoli in cui uomini vengono dati in pasto ai leoni, come durante l’Impero Romano? In futuro forse ci sembrerà inaccettabile mettere sotto i denti pezzi di corpi animali, possiamo vivere altrettanto bene mangiando alimenti vegetali.
Tra veneziani generalmente escludiamo d’ufficio le bevande analcoliche. Cosa preferisci bere?
Associo i cibi asiatici a una birra leggera; per i nostri piatti preferisco un vino rosso corposo, ma d’estate un bel bianco fresco è una delizia. Comunque bevo spesso anche l’ottima acqua del sindaco.
Qual è la tua ricetta migliore o quella che ti riesce meglio nella cucina di casa?
Mi piace sempre sperimentare cose nuove. Una cosa molto buona che ho fatto recentemente è il farro in crema di anacardi con uvetta e chicchi di melograno. Con le foglie di coriandolo viene un piatto strepitoso e facile da fare. Mi piacciono i suggerimenti di www.ilsestosapore.com.
Chiudiamo tornando al punto di partenza: la musica. Un brano, una particolare melodia, un disco che ritieni… appetizing?
Tu sai della mia venerazione per Bach, ma forse non è quello che intendi per appetizing. Allora potrei suggerire SMS, un brano molto divertente di Debora Petrina costruito con veri annunci brevi trovati sui giornali gratuiti.

   

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